Borgo Orefici

la Storia...

E' il quartiere dell'oro di Napoli , per gran parte incluso all'interno del Centro Storico UNESCO, divorato dall'azione risanatrice dell'Alto Commissariato del 1925, che ne stravolse per sempre la sua forma antica di vasta piazza rettangolare.

Nel retroterra gli cammina lungo e di fianco tutto il tratto orientale del Corso Umberto I, il cosiddetto, "Rettifilo". Numerosi varchi raccolti da questo fronte immettono nella zona porto della città.

Vero cuore dei "Quartieri Bassi" occidentali, oggi è centro esclusivo di un sistema urbanistico posto all'interno di un unico blocco edilizio raggiungibile da ogni lato grazie alla variante sui varchi lasciati aperti dal raccordo della piana del Pendino con la città medievale attraverso il varco laterale dalla chiesa di San Pietro Martire, già sezione Porto.

Industrioso antico borgo, fondato su quel che resta della scuola di oreficeria napoletana e sulle ottine della Scalesia sulla linea di fondo parallela a San Pietro ad Aram alla Duchesca e alla Basilica dell'Annunziata Maggiore a Forcella e sull'ottina del Selice detta così in onore della chiesa di Santa Maria del Selice forse per la presenza di un Salice non è ben chiaro. Mentre è sicuro che si trovasse fondata fino all'844 nell'area oggi occupata dalla chiesa San Severo al Pendino.

Un passato ancora vivo...

Nel Borgo Orefici gli orafi napoletani si radunarono con le botteghe quando nel Medioevo ottennero il riconoscimento ufficiale da Giovanna D'Angiò e nacque la loro corporazione. I primi maestri orafi furono francesi al seguito della corte angioina, ma ben presto gli artigiani locali seppero affrancarsi e soppiantare del tutto gli stranieri, sfruttando la tipica caparbietà, l'inventiva e la fantasia che da sempre hanno caratterizzato i napoletani. Successivamente, nel XVII secolo, il viceré Marchese del Caprio stabilì che solo in quella zona si potesse esercitare l'arte degli argentieri e degli orefici. È qui che sono stati fusi, battuti, realizzati gioielli particolari, argenti lavorati, e arredi sacri come le celebri e preziose statue del tesoro di San Gennaro.

Il Borgo mantiene ancora vivo lo spirito e le caratteristiche di quel tempo in uno squarcio suggestivo e armonioso, i bottegai di ora hanno delle caratteristiche speciali, conservano attraverso le loro attività tutta la tradizione del Borgo Antico.